Caterinì...so che söl pröm basel

MOZZANICA martedì 26 ott 2010

Nel cerchio di poca luce, una culla, balle di fieno, la cardatrice: elementi evocativi di un universo contadino.

Peder, Maria e Bigia sono i protagonisti che ci conducono, intensi e sapidi, in un concentrato di vicende, usanze, terapie popolari, gesti magici, luoghi comuni, religiosità disegnando un'epoca e un mondo che a causa delle profonde trasformazioni del tessuto sociale sta scomparendo o è scomparso.

Non posso mancare le cosiddette "Pastoce" (fiabe popolari) che animavano le "veglie di stalla" soprattutto nelle lunghe serate invernali.
Proprio la stalla, il luogo più umile della cascina, diventa fulcro di convivialità per tutta una società, che pur nell'estrema povertà, sapeva trascorrere momenti sereni.

Lo spettacolo, per la sua peculiarità, recupera la lingua parlata, il dialetto.
Un repertorio davvero prezioso che resiste nella memoria di pochissimi narratori e che intendiamo affettuosamente conservare e proporre alle comunità della bassa bergamasca perché parte essenziale di un'eredità culturale, di una "storia", non per "nostalgia del passato" ma come invito a comprendere forse un po' meglio il presente.


Da un'idea di Franca Cugini
Regia Franca Cugini
con Federica Cavalli
AnnaMaria Ferrari
Giambattista Mezzanotte