M.A.D. Madri Adottive disperate

M.A.D Madri adottive disperate

di Federica Cavalli

Domenica 25 febbraio 2018

Ieri sera sono andata a teatro.

Lo confesso, ci sono andata sulla fiducia, una delle protagoniste era un’amica.

Ci sono andata con la gioia di rivedere lei, senza sapere nulla dello spettacolo.

   -Che cosa vai a vedere?

   -Uno spettacolo con una mia amica

   -Argomento?

   -Non lo so…credo che il titolo sia MAD o qualcosa del genere

Distratta, sì lo confesso! Lavoro tanto e il mio cervello ha salvato solo le informazioni necessarie [Sabato sera. 24 febbraio. Teatro di Colognola]

E poi…vedo la locandina 3 belle signore una vestita di rosso, una di giallo e una di verde

M.A.D. sta per Madri Adottive Disperate

Cresce una curiosità entusiasta: chi sono queste 3 donne, quale rapporto le lega, sono amiche, si faranno delle confidenze, quali, che cosa diranno a me che in platea ascolto…

L’argomento mi interessa: maternità, adozione…e poi quell’aggettivo: disperate. Eppure l’aggettivo disperate dice bene il come si sente una mamma in certe occasioni.

Mi siedo impaziente che lo spettacolo inizi. Sono emozionata, curiosa, senza aspettative, aperta a tutto.

Buio, si inizia.

Il ritmo incalzante, l’architettura delle luci, semplici, ma giuste mi portano in un clima di attenzione, agitazione, nervosismo… sta per succedere qualcosa, lo sento. Accade.

Non passa un minuto e tutte e tre le protagoniste sono scena. Inizia un dialogo a tre che piano piano spiega tutte le pieghe della situazione. Tre donne, tre maternità diverse, tre modi di vivere queste maternità.

Maternità difficili, desiderate, cercate; cercate fino al punto di ammettere con dolore che la coppia è sterile, ma che c’è tanto amore da poter accogliere chi per diversi motivi è stato abbandonato. Un amore incondizionato che accetta che l’altro -totalmente altro da te- diventi parte di te.

Maternità difficili, perché ti rendi conto che quel bambino, seppur piccolo, ha un passato fatto di sofferenza e di dolore, di occhi che hanno visto quello che un bimbo non dovrebbe mai vedere, un buco nella pancia che chiede di essere colmato.

Come?

Non è facile, da genitore ci provi, chiedi aiuto, ti confronti con chi come te sta vivendo questa situazione. Ci provi, come puoi.

Maternità difficili, non desiderate, non cercate, ma accettate. Accettate malgrado tutto, l’essere sola tanto per iniziare. E a quel bambino dedicare tutta la tua vita, vederlo crescere, sano, forte, bravo, il più bravo, il migliore. Il migliore figlio del mondo. Sei tu, attraverso la perfezione di tuo figlio.

I tre figli si conoscono, si incontrano; accadono cose.

Le madri si incontrano, si scontrano, si conoscono; accadono cose.

Uno spettacolo dai ritmi serrati, intenso, emozionante, efficace, bello, bello, bello.

Empaticamente ero sul palco avrei voluto ascoltare, abbracciare, sorreggere, accogliere tra le mie braccia di mamma, proprio e solo perché mamma. Io come loro.

Lo spettacolo è tratto liberamente dal libro testimonianza M.A.D. Madri Adottive Disperate Storie complicate di Adozioni Difficili a cura di Mariagrazia La Rosa (Edizioni Brook Sprint) è prodotto da Thearical Productions è una commedia brillante che racconta con ironia dolceamara le testimonianze di alcune Madri Adottive Disperate. Drammaturgia di Tobia Rossi. È un progetto di Paola Giacometti e Margò Volo con: Paola Giacometti, Margò Volo, e Dominique Evoli. La regia è di Patricia Conti.

Spettacolo da vedere...Dove? A Milano Spazio Avirex Tertulliano da giovedì 8 marzo a domenica 11

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